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Sviluppo della personalità
Sviluppo della personalità

Gli accessi di collera del bambino sono una manifestazione della sua volontà d'indipendenza e riflettono un conflitto interiore importante per lo sviluppo della personalità.
Come si sviluppa la personalità?
L'individuo si sviluppa per gradi, sotto l'influenza combinata dei fattori ereditari, dell'ambiente sociale e dell'esperienza personale. L'inserimento nel mondo non avviene in maniera prestabilita. Alla nascita, nonostante un potenziale evolutivo quasi illimitato, l'essere umano è così poco dotato da non riuscire a mettere in atto spontaneamente le forme di comunicazione che gli sono indispensabili per mantenersi in vita. Ciò spiega la necessità primordiale del neonato di avere contatti umani ripetuti e quasi ininterrotti. In questo modo, il bambino apprende le prime forme di adattamento al mondo: l'inserimento affettivo avrà poi ripercussioni sul modello generale dei contatti successivi.
Il nostro modo di reagire all'interazione costante tra i nostri gesti e il mondo (il mondo esterno, quello interiore, gli oggetti, l'altro da sé) è la base dello sviluppo della personalità.
Se si osserva un bambino di 6 mesi, si vedrà che già reagisce e si adatta in modo assolutamente personale all'ambiente che lo circonda. Cerca di manipolare, guarda, sente, esplora... in funzione delle sue primis¬sime esperienze di lattante che egli via via memorizza e integra. Non è forse vero che, secondo una madre, ognuno dei suoi figli è «unico», diverso dagli altri, e reagisce in maniera differente rispetto ai fratelli?
L'essere umano manifesta squilibri quando non gli è possibile stabilire o mantenere alcuni tipi di relazione con l'ambiente o con il mondo. Per esempio, un bambino mostrerà problemi psicologici se non riesce a instaurare relazioni affettive costruttive con i propri parenti. Il bambino deve sentirsi amato, ma anche utile ai propri genitori, così come loro lo sono a lui: questa è la base di una vita affettiva equilibrata. Dunque, affinché la personalità si sviluppi in modo positivo, è importante soddisfare i bisogni umani fondamentali.
I diversi bisogni fondamentali
A parte i bisogni organici (fame, sete, calore), i bisogni di contatto, di scambio, d'affetto, di considerazione, di successo, di integrazione in un gruppo sono indispensabili all'equilibrio della persona, quale che sia la sua età. Quanti disturbi si osservano nel comportamento degli individui, per esempio nel lattante separato dalla madre, nelle persone disoccupate da molto tempo, nei soggetti soli e, in molti casi, negli anziani? È in questo quadro che subentrano la depressione, la noncuranza, il ripiegamento su se stessi ecc.
Evoluzioni e crisi della personalità
La maggior parte dei giochi del bambino è basata sull'imitazione. Egli cerca di stabilire un'identità tra sé e i genitori, sapendo che il suo carattere si svilupperà in funzione di ciò che vede e apprende da loro. Allo stesso tempo, la trasgressione dei divieti consente di sperimentare il limite degli altri e della legge, aiutando il bambino a conoscere i propri limiti.
Il bambino attraversa diverse fasi che testimoniano della sua evoluzione verso la maturità:
- Verso i 2-3 mesi si hanno i primi sorrisi in risposta alla comparsa di una figura umana; il neonato distingue il gradevole dallo sgradevole.
- Verso gli 8 mesi, insieme a un nuovo interesse per la propria immagine allo specchio, si manifesta l'angoscia di fronte a un
viso estraneo. Il bambino distingue tra persone familiari e no. A quest'età, quando il bambino viene separato dalle figure di riferimento (madre, padre, nutrice...) prova una grande angoscia.
- Verso i 15-18 mesi, il
bambino impara le prime parole; dice «no» e accompagna la negazione con il movimento della testa; «è questo, non è questo», «è là, non è là» sono le distinzioni che gli consentono di formulare ed esprimere i primi giudizi. Vuole «far tutto da solo»,
in modo da sviluppare la fiducia in se stesso.
Verso i 2 anni e mezzo,
il bambino attraversa una crisi di rifiuto sistematico: si oppone, disobbedisce, si impunta e nega l'assenso a qualsiasi cosa gli si proponga, come per dimostrare un principio di autonomia. Acquista consapevolezza di sé, e questa è la prima vera espressione di autocoscienza. Il segno caratteristico della distinzione tra sé e gli altri è l'utilizzo, nel parlare, della prima persona singolare
Alcune definizioni
La personalità
È il modo d'essere e di funzionare di una persona. A essa sono da riferire le opinioni, i progetti, le motivazioni, le attitudini, gli affetti e le esperienze di vita, nonché tutti i comportamenti, le diverse condotte e le disposizioni osservabili e constatabili in ogni individuo.
Il carattere
Rappresenta la componente affettiva e dinamica del comportamento individuale, che consente di distinguere una persona dall'altra. Si forma molto presto e si evolve nel tempo e per effetto dell'esperienza personale, conservando però la propria qualità di
«impronta dell'individuo».
Le attitudini
Sono le capacità d'ordine sensoriale, intellettuale e motorio, utilizzate per rispondere a una situazione data.
Un tratto della personalità Può essere definito in termini di costanza nella maniera di agire: ripetizione di atti, stabilità nella condotta di un individuo.
Il comportamento
È il modo con cui la persona si inserisce attivamente nel mondo, sulla base delle specificità individuali e socioculturali. Si tratta delle attitudini, dei comportamenti e delle reazioni all'ambiente che costituiscono le relazioni.
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